Gestire il cambiamento imparando ad essere umani

Mentre persone e aziende si adoperano a trovare un nuovo equilibrio, dettato dall’adattamento delle proprie vite e risorse ai recenti avvenimenti epocali, si vanno definendo due filoni paralleli e complementari che caratterizzeranno il nostro futuro personale e lavorativo: il continuo cambiamento e l’umanizzazione del lavoro. Organizzare Italia ha ideato un corso di organizzazione personale che aiuta aziende e lavoratori a far fronte alle nuove circostanze, conciliando vita privata e lavoro proprio a partire dalle mura domestiche.
Da un lato si parla di continuous change, il continuo cambiamento, che diverrà parte integrante della normalità e non qualcosa di eccezionale a cui porre misure d’emergenza, dall’altro, della conseguente necessità di potenziare le capacità di fronteggiare e gestire il nuovo, per poter crescere anche di fronte a situazioni imprevedibili, trasformando la crisi in occasione di innovazione e opportunità. Sono molti gli studi che confermano che il terreno per coltivare le nuove sfide sarà la valorizzazione della nostra umanità.
Secondo un recente studio di Deloitte (“The social enterprise in a world disrupted. Leading the shift from survive to thrive”, 2021 Deloitte Human Capital Trends) sopravvivere o prosperare dipenderà molto dalla capacità delle aziende di umanizzare il proprio DNA. Come possono le organizzazioni valorizzare il potenziale umano? Tra i trend al primo posto troviamo l’integrazione della salute fisica, mentale, sociale e finanziaria nell’architettura del lavoro. È importante che il benessere sia sperimentato anche mentre si lavora, non nel tempo marginale in cui non lo si fa. Occuparsi del bisogno fondamentale di una miglior qualità di vita è di beneficio per i lavoratori e per le aziende che rappresentano.
Dallo stesso studio emerge però una diversa percezione dell’importanza che riveste il miglioramento del benessere: mentre per il singolo lavoratore occupa il terzo posto tra i risultati auspicati dalla trasformazione del lavoro (dopo qualità e innovazione), per i senior executives è solamente all’ottavo posto. Il gap tra le aspettative e la realtà è ancora profondo.
L’importanza di umanizzare il lavoro e di mettere al centro il lavoratore è confermata da un’altra fonte autorevole: il report “Reimagine HR Conference Key Take-Aways” (Gartner, ottobre 2020) sottolinea come il 2020 abbia resettato la relazione tra datore di lavoro e dipendenti. Se storicamente il patto lavorativo era basato principalmente su uno scambio prestazione – ricompensa, con la pandemia le aziende hanno per la prima volta sperimentato la possibilità di aiutare concretamente le persone nel privato.
Il successo di queste misure ha portato le aziende a valorizzare sempre più la contaminazione tra vita privata e ufficio e a coglierla come un’opportunità per umanizzare il rapporto di lavoro a beneficio di tutti. Il potenziamento del remote working e del work-life balance sono temi rilevanti su cui le grandi aziende stanno attualmente investendo.
Abbracciare l’umanità vuol dire anche coerenza tra le parole – i valori aziendali- e i fatti – i comportamenti non scritti-, quelli che Costas Markidis, Professore di strategia e imprenditoria della London Business School, chiama underlying environment, rappresentato dagli incentivi, i sistemi di valutazione, le scelte organizzative in ambito risorse umane, che reputa essere uno dei maggiori ostacoli all’innovazione aziendale quando divergenti da quanto dichiarato sulla carta. La coerenza dell’operato con i valori aziendali è una priorità che va a braccetto con l’umanizzazione dei luoghi di lavoro.
Ma come riuscirci? Il docente fa un paragone molto semplice: come per il bambino gran parte dell’educazione avviene in modo indiretto in famiglia o a scuola, dall’osservazione del comportamento delle figure di riferimento, così per il lavoratore i valori e la cultura aziendale passano più dai fatti e dall’esempio del management che dalle parole.
Il lavoro da casa ha sollevato una serie di nuove sfide. Abbiamo visto come le aziende pongano un’attenzione sempre maggiore alle competenze trasversali, quelle capacità applicabili in contesti molto diversi da quello dove sono state apprese. Tra i nuovi soft skills ricercati dalle aziende spicca l’intelligenza emotiva, che include la capacità dell’individuo di gestirsi e organizzarsi.
Organizzare Italia da sempre sottolinea l’importanza dell’organizzazione della persona come essenziale set di competenze per affrontare il cambiamento, oltre a rappresentare un fattore ad impatto sociale, come ben descrive Raul Caruso, Direttore di Assobenefit in un recente articolo di Avvenire: “la capacità di organizzarsi di ognuno di noi influenza non solo il nostro benessere personale ma anche quello delle altre persone che entrano in contatto con noi non solo in ambito lavorativo ma anche in famiglia e nelle nostre relazioni sociali.”
Quando il lavoro si sposta nelle case dei dipendenti la casa entra a far parte dell’ecosistema lavorativo e della cultura aziendale, e viceversa. Umanizzare il lavoro vuol dire accettare e supportare i bisogni fondamentali dell’essere umano, a tutti i livelli. Lo smart-working è infatti un meraviglioso strumento di conciliazione e sostenibilità ma necessita di una formazione all’organizzazione personale, all’auto disciplina, all’uso del tempo, alla salvaguardia di spazi ed energie. Diversamente, nella difficoltà di gestire tutto, saranno in molti ad auspicare un ritorno (impossibile) al vecchio e insoddisfacente, ma familiare, paradigma lavorativo.
È a partire da queste considerazioni che Organizzare Italia ha ideato Work-life Harmony 4.0 – corso online di organizzazione personale, un percorso che offre metodi semplici e concreti per imparare a far buon uso delle proprie risorse esauribili, attraverso una migliore organizzazione personale, proprio a partire dai bisogni primari e dalle mura domestiche. Avere una base di vita funzionante è essenziale per focalizzarsi più serenamente sui propri compiti e obiettivi.
Il corso include una community di ascolto digitale con incontri regolari tenuti da un consulente di organizzazione, durante i quali i partecipanti possono confrontarsi, chiedere consigli e approfondire gli argomenti oggetto delle lezioni.
La proposta di Organizzare Italia risponde all’esigenza delle aziende di fornire servizi innovativi, a supporto del benessere della persona a 360 gradi, che aiutino a colmare il divario tra bisogni dei lavoratori e priorità aziendali.
Le aziende hanno un ruolo chiave nel facilitare un nuovo stile di vita, interconnesso e sostenibile, 4.0 – in armonia. Prendere atto dei bisogni fondamentali del capitale umano e proporre soluzioni concrete è la base di partenza di questo percorso win-win.
Per ulteriori informazioni: cristina@organizzareitalia.com
– Articolo redatto da Cristina Casula

