Ricerca e sviluppo

Osservatorio
di Organizzare Italia

Organizzare Italia è l’unica realtà in Italia a produrre dati primari sull’organizzazione personale. Non è un esercizio accademico: i dati che raccogliamo sono la base su cui costruiamo la formazione e la consulenza, e il motivo per cui media, istituzioni e aziende si rivolgono a noi quando cercano evidenze su questo tema.

Dal 2019 il nostro osservatorio conduce indagini, produce report e alimenta il dibattito su una competenza che riguarda tutti ma che nessuno, prima di noi, aveva misurato in modo sistematico.

La nostra ricerca

ORGANIZZATO O DISORGANIZZATO, COME TI SENTI?

Il primo rapporto italiano sulla disorganizzazione. Un’indagine nata per rispondere a una domanda semplice: quanto sono organizzati gli italiani? I risultati hanno rivelato un quadro inedito, con dati su abitudini organizzative, percezione del disordine e impatto della disorganizzazione sulla qualità della vita quotidiana.
Questa ricerca ha aperto un filone di indagine che non esisteva nel panorama italiano e ha fornito le prime evidenze empiriche sul rapporto tra organizzazione personale e benessere.

La nostra indagine

DIMMI CHE SCRIVANIA HAI E TI DIRÒ CHI SEI

Un’indagine legata al Desk Day, la giornata nazionale dedicata all’organizzazione della scrivania. La ricerca ha coinvolto centinaia di partecipanti e ha identificato quattro scenari comportamentali distinti nel rapporto con lo spazio di lavoro.
I risultati hanno confermato che l’organizzazione della scrivania non è una questione estetica, ma un indicatore concreto di stile lavorativo, produttività e benessere.

I media

L'ORGANIZZAZIONE PERSONALE NEI MEDIA

I dati del nostro osservatorio sono stati ripresi dalle principali testate nazionali: ANSA, Sole 24 Ore, Repubblica, RAI. Quando giornalisti e redazioni cercano dati sull’organizzazione personale in Italia, trovano noi perché siamo gli unici a produrli.

Questa visibilità non è un obiettivo in sé, ma la conferma che i nostri dati rispondono a un bisogno informativo reale e colmano un vuoto nel panorama della ricerca italiana.